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Dai nostri amici di Bitcoin Fundation Italia:

Il funzionamento degli exchange e il loro potere di utilizzare riserve frazionarie e di creare quindi moltiplicatore monetario.
Scritto da gbianchi – Discussione originale su Bitcointalk.org – Donazioni: 17ykWbCHG6eMfLt42zCJVw5bZE1YxRMihL

Ogni exchange effettua quotidianamente una marea di operazioni, ma quasi tutte NON SONO FATTE SULLA BLOCKCHAIN, bensi’ sono fatte su una contabilita’ privata che gira su database privati dell’exchange, e delle quali non vi e’ traccia nella blockchain.

Per fare un esempio usero’ il nome bitstamp che e’ noto a tutti, ma ovviamente e’ solo
una simulazione  e non ha nessun riferimento alla realta’.

Supponiamo che io versi 10 BTC su bitstamp, e il mio collega pino ne versi altri 10.
entrambi questi versamenti sono operazioni reali registrate in blockchain.

A questo punto, pino ed io possiamo cominciare a scambiarci i notri 20 bitcoin sulla contabilita’
“virtuale” di bitstamp e tutte le operazioni  di compra/vendita che eseguiamo NON SONO REGISTRATE SULLA BLOCKCHAIN.
Bitstamp, a sua volta, possiede i nostri 20 BTC che se vuole puo’ temporaneamente usare come crede
(sulla blockchain REALE), e deve solo garantirsi di possederli quando pino e/o io li preleveremo,
ma nel frattempo sono a sua disposizione.

Per dirla in altri temini sia pino che io, se guardiamo i nostri saldi sulla pagina web di bitstamp, li vediamo aggiornati
alle nostre transazioni, e siamo belli contenti. Peccato che quelli non sono bitcoin, sono una sorta di
promessa di pagamento, di “paghero'” come ha suggerito un utente, che bitstamp onorera’ solo al momento
in cui pino ed io ritireremo i nostri bitcoin. L’unico che ha a disposizione bitcoin veri e’ Bitstamp.

Ora se bitstamp e’ estremamente prudente, non usera’ i 20 bitcoin versati, per essere certo che quando
pino o io li vorremo prelevare, lui li avra’  a disposizione e quindi non avra’ nessun problema
a renderceli.

Se bitstamp invece e’ estremamente spericolato, puo’ anche usare tutti i nostri 20 bitcoin, sulla
blockchain REALE, mentre pino ed io ce li stiamo scambiando sulla contabilita’ virtuale.
In questo esempio, le cose vanno in un modo strano:  stanno circolando 40 bitcoin, 20 reali e 20 virtuali !
i bitcoin sono raddoppiati ? ma come e’ possibile ? Torneremo dopo su questo punto IMPORTANTISSIMO.

Ovviamente, tra queste due posizioni estreme, la realta’ potrebbe essere che  bitstamp  studia un po’ i movimenti dei clienti,
si rende conto che in media una parte di bitcoin restano sempre a sua disposizione, in quanto mediamente mai tutti i
clienti li ritirano assieme, e quindi puo’ dedurre quanti bitcoin utilizzare con la quasi certezza di non
rimanere a corto di liquidita’ per i prelievi dei clienti. Supponiamo che dopo un po’ di tempo di osservazione
bitstamp decida che se tiene sempre a disposizione il 50% dei bitcoin versati, e’ sempre tranquillo
di poter soddisfare le richiste di prelievo dei clienti.

Piccola parentesi per mostrare che nel mondo finanziario tradizionale succede un fenomeno analogo:

le banche per gestire la liquidita’ dei clienti usano esattamente lo stesso criterio.
Le banche NON TENGONO  a disposizione tutto il totale dei conti versati dai clienti, ma solo una parte  (molto piccola).
Tecnicamente questa quota che le banche tengono a disposizione si chiama riserva frazionaria
Attualmente esse sono costrette per legge a tenere una riserva frazionaria, attorno al 2% del totale del versato.

(forse non tutti sanno che se TUTTI i clienti volessero ritirare contemporaneamente,
le banche NON AVREBBERO neppure lontanamente  i soldi per onorare tutti i conti correnti,
ne hanno solo per onorarne circa il 2% !)

Ora, attraverso il metodo della riserva frazionaria, le banche si trovano a “disposizione”
il 98% dei depositi versati, e quindi possono riutilizzare come meglio credono quei soldi,
che come per magia sembrano moltiplicati !

In effetti, la riserva frazionaria genera un moltiplicatore monetario, ed e’ un fenomeno ben
noto e studiato in economia finanziaria; c’e’ anche una formuletta semplicissima per ricavare il
moltiplicatore monetario data la riserva frazionaria.

Con una riserva frazionaria del 2%, come quella usata dalle banche, si ottiene un moltiplicatore monetario
di 50, ossia il denaro “circolante” aumenta di un fattore 50 rispetto a quello veramente versato.

Con una riserva frazionario molto piu’ alta, diciamo del 50% (quindi infinitamente prudenziale
rispetto al mondo bancario) otteniamo comunque un moltiplicatore monetario di 2, ossia il raddoppio
del circolante.

Torniamo ora al mondo dei bitcoin.

succede che a tutti gli effetti gli exchange possono decidere in assoluta liberta’ se e come gestire la
riserva frazionaria.

Se sono prudentissimi, decideranno di avere una riserva frazionaria del 100%, ossia terranno
sempre a disposizione tutti i bitcoin versati.

Ma nessuno vieta loro  (se non il loro stesso rischio imprenditoriale) di scegliere riserve frazionarie piu’ basse,
ad esempio del 50%, che sono enormi rispetto a quelle che avrebbe una banca, ma ugualmente
ottengono un moltiplicatore monetario di 2, ossia hanno l’effetto di RADDOPPIARE I BITCOIN IN CIRCOLAZIONE.

quindi

1) Il fatto che le transazioni dentro l’exchange avvengono su una contabilita’ virtuale e non sulla blockchain,
permettono all’exchange di attivare il meccanismo della riserva frazionaria e quindi del moltiplicatore monetario

2) Allo stato attuale non esiste nessuna regolamentazione per il fenomeno, e non vi e’ nessuna trasparenza;
infatti nessun exchange pubblica questo dato, nessuno dice in che misura e in che modo gestisce la riserva frazionaria.

Per terminare un piccolo esempio pratico per farci un’idea della potenziale importanza del fenomeno:

Supponiamo che il 20% dei bitcoin sia versato sui vari exchange,  ossia dei 13.700.000 bitcoin attualmente
creati in blockchain,  circa 3.000.000 sono depositati su exchange.

E supponiamo che gli exchange (non controllati e assolutamente non trasparenti su questo dato)
adottino una riserva frazionaria del 50%

questi 3.000.000 di bitcoin con una riserva frazionaria del 50%  generano un  moltiplicatore monetario di 2,
ossia diventano a tutti gli effetti un circolante di 6.000.000 di bitcoin (3.000.000 su blockchain
e 3.000.0000 su contabilita’ private degli exchange)

Succede quindi che ci sono in circolazione 3.000.000 di bitcoin in piu’ di quelli creati nella blockchain !

Tutti i numeri che ho usato li ho inventati,(anche se potrebbero essere piu’ o meno plausibili)
ma voglio dimostrare che con riserve frazionare anche estremamente prudenziali, gli exchange
possono creare un effetto inflazionistico notevolissimo nel circuito bitcoin, creando effetto moltiplicatore
senza nessuna normativa, nessun controllo e nessuna trasparenza.

Ritengo che questo fenomeno abbia avuto un ruolo importante  nell’aumento di liquidita’ che bitcoin
ha subito da un anno a questa parte: sono convinto che gli exchange abbiano iniziato ad usare sempre
in maggior misura  il loro potere di creare moltiplicatore monetario.

Domande & Risposte

D: quindi gli exchanger possono fare cio che vogliono  e manipoalre il prezzo a loro piacere  ?

R: beh hanno potenzialmente un grosso potere, quello di creare moltiplicatore monetario.
Poi in che misura lo usino non lo so, pero’ ci sono diversi dati che mi fanno pensare che lo stiano
usando sempre di piu’.

Il bello e’ che ci sarebbe anche una soluzione relativamente semplice:
MAI E POI MAI tenere i propri bitcoin sui conti degli exchange, se non lo
strettissimo tempo necessario per fare le transazioni. In questo modo, si costringono gli exchange a tenere riserve frazionarie
sempre maggiori, e quindi a diminuire l’effetto moltiplicatore monetario che possono effettuare.

Ovvio che i trader, gli speculatori ecc tenderanno a tenere i loro BTC in exchange piu’ a lungo,
ma c’e’ anche una marea di gente normale che li tiene depositati per pura pigrizia o ignoranza del fenomeno.

Uno degli scopi per il quale ho scritto questo lungo articolo e’ proprio cercare di far prendere coscienza
del problema, e darsi tutti una semplice ma importantissima regola:
NON TENERE MAI I PROPRI BITCOIN DEPOSITATI SUI CONTI DEGLI EXCHANGE – BE YOUR OWN BANK

La tecnologia bitcoin ti permette per la prima volta nella storia di “ESSERE LA BANCA DI TE STESSO”; usa
questo potere, prendine coscienza, gestisci i tuoi averi in prima persona, usando solo quando e’  indispensabile degli intermediari.
In questo modo, permetterai a meno gente di creare effetto moltiplicatore, guadagnare sulle tue transazioni,
e in generale di defraudarti dei tuoi diritti.

D: non si potrebbe creare un exchanger open source?

R: piu’ che open source e’ importante che non sia centralizzato, ossia che funzioni come bitcoin in modo p2p
e quindi non faccia gli interessi di nessuno in particolare. Ci stanno lavorando ad esempio

https://bitsquare.io/
https://bitcointalk.org/index.php?topic=330729.0

pero’ ci vorra’ ancora del tempo, nel frattempo siamo costretti a convivere con gli exchange “tradizionali”

per costringerli ad usare riserve frazionarie molto alte e ridurre il loro il potere di generare moltiplicatore monetario.
raccomando a tutti di usare la regola d’oro di:
NON TENERE MAI I PROPRI BITCOIN DEPOSITATI SUI CONTI DEGLI EXCHANGE – BE YOUR OWN BANK

D: quindi gli exchange che offrono interessi sui depositi giocano su questo fatto?

R: Evidentemente si. Stanno comprando a due soldi il potere di creare moltiplicatore monetario.

Ed e’ anche importante che diffondiamo questa consapevolezza… frequento il mondo
bitcoin da ormai 2 anni, ma nessuno mi ha mai messo in guardia da questo potenziale problema,
che puo’ diventare veramente distruttivo per il sistema…

Siamo tutti convinti che esistano questi 13.700.000 di bitcoin in circolazione questo momento,
invece  probabilmente ce ne sono molti di piu’.

gli exchange possono “creare bitcoin” (termine non correttissimo ma che indica bene il problema)
ad un costo estremamente inferiore a quello dei minatori, letteralmente uccidendoli alle spalle.

abbiate la consapevolezza di
NON TENERE MAI I PROPRI BITCOIN DEPOSITATI SUI CONTI DEGLI EXCHANGE – BE YOUR OWN BANK

D: Perche’ dici che sei convinto che il fenomeno sia gia’ in atto ?

R: Non ho prove certe, ma diversi indizi.

1) gli indicatori oggettivi  crescono  ossia numero di indirizzi totali , numero indirizzi attivi, numero transazioni … e crescono con dei ritmi notevoli.
Ad esempio,  ad inizio 2014 c’erano circa 2.400.000 indirizzi attivi, adesso (inizio 2015) sono piu’ di 4.000.000…. incremento del 70% !!!
ci vuole una signora inflazione per controbilanciare e superare in negativo un fenomeno di questo genere.

2)  D’altro canto il mercato  e’ sempre piu’ liquido, con una costanza  continua e impressionante. In merito a questo
si leggono nei forum svariate spiegazioni, ad esempio:

a) che sono i miners che liquidano subito. Pero’ i miners con la loro produzione  possono generare attualmente al massimo un 10% di inflazione annua (ed il dato e’ in diminuzione)
b) gli holdatori storici che mollano (con estrema regolarita’ tutti i giorni… che e’ un complotto autolesionista ? e perche’ non hanno liquidato con il BTC a 1000 ?
e adesso tutti i giorni e con regolarita’ fanno questo esercizio di puro masochismo ?)
c) il fatto che adesso c’e’ piu’ giro di acquisti diretti e i negozi e le imprese (tipo dell e microsoft) liquidano subito… anche liquidando subito, non portano nessuna inflazione…
aumentano la velocita’ di circolazione, e’ vero, ma in una misura che ritengo trascurabile.
ecc…

Nessuna di queste spiegazioni e’ convincente se analizzata  nei numeri.

3) Il  numero degli exchange cresce di giorno in giorno…. e i volumi (totali) aumentano. Piu’ sono, e piu’ volumi maneggiano
piu’ possono generare moltiplicatore in modo esponenziale, con costi bassissimi, rischi bassissimi e bassissimo know-how.

4) Quasi nessun exchange da’ la minima trasparenza a questo aspetto che invece e’ di importanza fondamentale.

Tutti questi indizi mi fanno fortemente sospettare che il fenomeno sia gia’ in atto ed in misura sempre crescente.
Tuttavia, anche se gli indizi non fossero sufficenti, di certo non conviene a nessuno consegnare in mano agli exchange
il “potere” di generare moltiplicatore. Ammesso che non lo stiano usando, possono sempre iniziare a farlo, quando e come vogliono.
NON TENERE MAI I PROPRI BITCOIN DEPOSITATI SUI CONTI DEGLI EXCHANGE – BE YOUR OWN BANK

D: Mi hai convinto che questo e’ un problema reale. Cosa posso fare per dare una mano a risolverlo ?

R: Questo e’ un problema reale, e sono convinto che stia gia’ cominciando a dare i suoi segni inflazionistici.
Purtroppo attualmente non conosco soluzioni tecniche. Quello che puoi fare e’ proporre/inventare
una soluzione tecnica per costringere gli exchange attuali ad essere piu’ trasparenti, e sollecitare lo sviluppo degli exchange p2p.
Nel frattempo cerca di sensibilizzare il maggior numero di persone possibili al problema. parlane a chi conosci e mettiti questo in firma:
NON TENERE MAI I PROPRI BITCOIN DEPOSITATI SUI CONTI DEGLI EXCHANGE – BE YOUR OWN BANK

Se sei un semplice utente, fa bene a te ed alla comunita’ avere consapevolezza del problema
e del suo effetto. Se sei un miner, un exchange onesto, e in generale un operatore economico bitcoin corretto,
allora hai un enorme interesse a fare in modo che questo fenomeno non possa verificarsi o essere ridotto al minimo.

D: Non ci credo, non capisco e non mi interessa quello che scrivi, non e’ che sei il solito complottista ?

R: Non mi ritengo un complottista, in ogni caso, anche se non ritieni valido quello che scrivo,
considera che non tenere i BTC sul conto degli exchange ti mette al sicuro in caso di furti,
e sparizioni misteriose (vedi i casi mtgox, mintpal e i 19.000 BTC spariti recentemente a bitstamp)

quindi anche se pensi  che cio’ che scrivo sia spazzatura, usa per tua salvaguardia questa regola:
NON TENERE MAI I PROPRI BITCOIN DEPOSITATI SUI CONTI DEGLI EXCHANGE – BE YOUR OWN BANK

Scritto da gbianchi – Discussione orignale su bitcointalk.org – Donazioni: 17ykWbCHG6eMfLt42zCJVw5bZE1YxRMihL

Fonte https://www.bitcoin-italia.org

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